Ho costruito il ponte sullo Stretto

Era l’inizio di giugno. 2010.

Mi aveva chiamato questo giovane scrittore milanese. Sono il curatore di una nuova collana, mi ha detto. Agenzia X, casa editrice eclettica ed incredibile, pubblicherà una serie di noir di rivolta. Partiamo con una trentina di titoli. Uno al mese. Si vede come va. Abbiamo un po’ di parametri fissi: numero minimo e massimo di battute. Impegno sociale, ma ci conosci: non potrebbe essere altrimenti. E poi deve essere un noir. Te la senti? Sei dei nostri?

Mi piaceva essere trattata da scrittore. Ancor più esserlo da uno scrittore che stimo. Ma non avevo dimestichezza con i noir. Non avevo mai pensato di scriverne uno. Ne leggo pochi, in realtà. Ad eccezione degli antesignani del genere, a partire dal mio amatissimo Poe. A parte i classici, a parte qualche italiano come Lucarelli e Pinketts, non ho mai letto Lansdale, né Ellroy, né Highsmith. Pensare di dovermi esprimere in un genere che mi appartiene così poco mi ha fatto immaginare impossibile l’impresa.

Matteo aspettava una mia risposta, o comunque una cartella con una sinossi. Ero certa che non sarei mai riuscita a mandargliela. Non avrei mai fatto parte del centinaio di scrittori interpellati dall’Agenzia X per scegliere, tra loro, la rosa dei primi trenta noir d’assalto. Mi aveva lodato ius sanguinis e Gigi, confessandomi che proprio la parte relativa al mio consigliere regionale aveva fatto inserire il mio nome tra i papabili. Ma non volevo rimescolare o, peggio ancora, riscrivere la storia di un mio personaggio compiuto, che ritengo non abbia altro in più da dire. Un suo fratello minore, molto più importante e molto più scafato, è nelle sale cinematografiche, nella mescola di pilu e qualunquementi. Gigi è congelato in IS IV, non deve muoversi da là. Fine della storia.

Mi sono addormentata con questo pensiero. La prima volta in vita mia in cui mi veniva commissionato un romanzo avrei dovuto rispondere “no grazie”.

Sono passati un po’ di giorni. Il pensiero era sempre lì. Non si muoveva, non si risolveva. E io avrei dovuto dare una risposta, comunque.

Quella notte ho costruito il ponte sullo Stretto. Quella notte ho immaginato che esistesse. Ho immaginato cosa potesse rappresentare, come potesse essere tra un centinaio di anni. Silvio e Peter, come tutta la storia di ‘Ndranghetown, titolo compreso, sono nati così. Dovevo affrontare un genere che non mi sentivo bene addosso? Ho preferito raddoppiare, e lavorare su un fanta-noir.

Scrivere mi ha divertito più di sempre. Ho scoperto la purezza della libertà creativa, quando non hai limiti nel raccontare, nell’osare, nel lasciarti condurre dalla personalità dei tuoi personaggi, che ti prendono la mano e si costruiscono da soli, quasi lontani da te. E ho mandato il manoscritto senza quasi rileggerlo.

Il pomeriggio prima del mio compleanno [sarà un caso, ma non credo nel caso] è arrivata la telefonata del mio editor. ‘Ndranghetown avrebbe inaugurato la collana.

Stanotte, davanti a questo stesso monitor che ha visto nascere e crescere il mio primo noir, mi sembra di essere sul ponte con loro. Silvio e Peter. Io li ho messi là. Io ho raccontato la loro storia dal centro del Ponte che io ho costruito, battendo sul tempo i tanti soloni di ieri e di oggi che continuano a tratteggiarne le forme con i proclami. Ed ora io sono là, sospesa tra la cover, la quarta di copertina e l’attesa della prima copia, con la stessa trepida ansia della prima nascita. Sono passati due anni, da quando contavo le ore necessarie per terminare la stampa e assemblare ius sanguinis. Ora il pupetto è cresciuto e vive di vita propria, va in giro con la fascetta rossa della ristampa, forte delle 100 pagine in più in appendice e di due condanne che hanno segnato il 2010, chiudendo davvero, almeno in prima battuta, le storie di Luca e Fede. Ora il nascituro spinge, e pretende tutte le attenzioni.

Sembra ignaro del fatto che per lui ho fatto una cosa che mi auguro nessuno farà, mai. Per lui, per questo bimbo scalpitante e con la voglia di urlare lo sdegno delle storie che contiene, ho costruito il ponte. Ed un futuro possibile. Il peggiore.

Annunci

10 thoughts on “Ho costruito il ponte sullo Stretto

  1. Pingback: Anonimo

  2. Non vedo l’ora di leggere il tuo libro, sono interessata a sentire i diversi orientamenti verso una grande opera quale il ponte sullo stretto.
    In Italia si fà presto a gettare nel fango senza porre alternative possibili.
    Si fà presto a bloccare qualsiasi tentativo per l’evoluzione di un paese..
    quasi a non permettere che un gabbiano possa dischiudere le proprie ali verso altri orizzonti
    un caro saluto Paola..

  3. Mi faccio una domanda da qualche giorno: cosa sarebbe successo se al posto di Ciucci c’era Bertolaso? Ci sarebbero inquisiti eccellenti? O il ponte sarebbe già un cantiere? O avremmo una tendopoli galleggiante in mezzo allo stretto di Messina?
    Mentre cercavo una risposta sul web mi sono imbattuto in questo blog. ho letto con attenzione, ho sbirciato un po’ ovunque. E adesso sono curioso, in attesa anche io del tuo prossimo parto. Ma intanto vorrei recuperare il tempo perduto con il picciotto che cammina da solo, come lo definisci tu. Dove lo trovo?

  4. A ragionarci bene, non penso che il male principale della nostra Calabria sia la ‘ndrangheta. Penso che il male primario, da cui discendono tutti gli altri, sia il silenzio. Così scrivevi in quarta del tuo romanzo precedente.
    Adesso la quarta parla di cemento. E del peggiore futuro possibile. Abbiamo sconfitto il silenzio e andiamo avanti, o ancora il tema è sconfiggere il silenzio?
    Dovrò leggere, per rispondermi. Ma vedo che devo aspettare più di quanto credevo all’inizio. Potresti darci qualche anticipazione, forse.

  5. Sara’ tutto da scoprirre come sempre – ci hai insegnato a non sorprenderci piu’ – credo che pero’ anche con il noir sara’ sorpresa –

  6. Le faccio i miei auguri con Coelho:

    I guerrieri della luce hanno sempre un bagliore nello sguardo. Essi vivono nel mondo, fanno parte della vita di altri uomini, e hanno iniziato il loro viaggio senza bisaccia e senza sandali. In molte occasioni sono codardi. Non sempre agiscono correttamente. Soffrono per cose inutili, assumono atteggiamenti meschini, e a volte si ritengono incapaci di crescere. Sovente si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo. Non sempre sono sicuri di ciò che stanno facendo. Molte volte trascorrono la notte in bianco, pensando che la loro vita non ha alcun significato. Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si interrogano. Perché cercano una ragione: e certamente la troveranno.

  7. Parlare discutere
    far vedere gli scenari futuri possibili
    qual è un modo migliore di questo per evitare il peggio?

    Siamo ansiosi di leggere il tuo noir

    Ancora più siamo curiosi di sentire cosa diranno quelli che il ponte lo vorrebbero

  8. Raddoppiare il lavoro è una costante per chi non lascia nulla al caso. Ci sorprenderai di nuovo, come sempre.

    • “Ponte sullo Stretto, si inizia nel 2011. 40 mila posti e indotto da 6 miliardi” – Rispettato il cronoprogramma, avviate le indagini geognostiche nelle località dove sogeranno le torri di sostegno. Messina aprirà le porte al colossale investimento, con notevoli ricadute economiche ed occupazionali

      MESSINA – “Entro dicembre sarà presentato il progetto esecutivo del Ponte sullo Stretto, che la sinistra aveva liquidato in cinque minuti di seduta”. L’annuncio del premier, Silvio Berlusconi, è arrivato il 29 settembre scorso di fronte al Parlamento nel corso dell’intervento sul programma di governo per il Sud. L’esecutivo ha riconfermato, quindi, la decisa volontà di realizzare l’opera che i siciliani aspettano da oltre mezzo secolo e che rappresenterebbe un grande passo in avanti per la modernizzazione dell’Isola. Vale sempre il principio secondo cui senza infrastrutture non c’è sviluppo e il Ponte sullo Stretto è la madre di tutte le opere di cui ha bisogno non solo la Sicilia ma tutto il Mezzogiorno.

      ALLORA IL NOSTRO PREMIER NON SI OCCUPA SOLO DI BUNGA BUNGA NELLE SEGRETE STANZE DI ARCORE: IL BUNGA BUNGA LO FA ANCHE QUI SOTTO, IN MEZZO ALLO STRETTO SUD

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...