❂ sanità malata ❂ VIBO VALENTIA 7 febbraio 2011

L’incontro dibattito “Sanità malata: monopolio o responsabilità condivisa?” ha aperto un confronto che è uscito dai mass media, rimbalzando su web, social network, blog. Ecco comunque i commenti tradizionali usciti il giorno successivo, martedì 8 febbraio.

La Gazzetta del Sud – articolo di Vittoria Sicari

Malasanità, chi sbaglia deve pagare

Spagnuolo: mai visto un medico sospeso dal suo Ordine al contrario di quanto avviene in magistratura
Un confronto senza spaccature, senza processi, senza giudizi gratuiti, un dialogo per tracciare un percorso costruttivo in cui sanità e utenti finalmente riescono a parlarsi e a trovare un punto d’incontro.Questo lo spirito del convegno organizzato a Vibo Marina dalla fondazione “Federica per la vita onlus” e dalle associazioni “Libera” e “Cittadinanzattiva” nel giorno del 20esimo compleanno di Federica Monteleone, la ragazza morta quattro anni fa all’ospedale Jazzolino. E proprio per non dimenticare le vittime di malasanità, che Mary Sorrentino (madre di Federica) e Giovanna Fronte di Libera hanno voluto mettere insieme politici, rappresentanti istituzionali, magistrati, dirigenti Asp e cittadini. Tragedie come quella di Federica ed Eva Ruscio non dovrebbero più accadere perchè «dietro una morte – ha detto Mary Sorrentino – non va via solo una persona, ma tutta una famiglia».La sollecitazione giunta da tutti i familiari delle vittime è stata proprio questa: «Il ruolo della sanità deve essere quello di dare risposte certe agli utenti, ai loro bisogni, ai loro diritti, ecco perchè il settore va necessariamente svincolato dai legacci e dalle pastoie della politica che finora l’ha utilizzato solo a scopo clientelare». E di grave responsabilità della politica nei confronti del pianeta sanità ha parlato l’on. Angela Napoli (Fli), che ha posto l’accento sul monopolio condiviso tra politica, ‘ndrangheta e massoneria. «Non ha senso costruire nuovi ospedali – ha sottolineato la parlamentare – se poi al loro interno vengono impiegati gli stessi medici che hanno sbagliato». Ma la colpa della politica, per il presidente della Commissione regionale sanità, Nazzareno Salerno, sta proprio nell’aver utilizzato il settore come ufficio di collocamento e nell’aver scelleratamente dissipato risorse e sperperato denaro pubblico. «Da una parte siamo di fronte a un sistema malato, vittima delle scelte sbagliate partorite dai manager della politica – ha evidenziato Salerno – dall’altra dobbiamo fare i conti con un piano di rientro che ci impone di ripianare il debito sanitario. Il segnale di discontinuità rispetto al passato deve partire proprio da questi elementi: rispetto dei diritti dell’ammalato, organizzazione, oculato utilizzo delle risorse, ma soprattutto gestione trasparente e responsabile». Un punto quest’ultimo fondamentale per Salerno, il quale ha voluto rimarcare che chi sbaglia deve pagare a prescindere dalla parrocchia di appartenenza, perchè la sanità non può avere colore politico, ma ha invece il sacrosanto dovere di perseguire l’esclusivo interesse dell’utente, garantendo il diritto alla salute del cittadino. E sul concetto di responsabilità, ripreso da Mary Sorrentino che ha proposto di allontanare preventivamente i medici condannati in primo grado e in più di video sorvegliare le sale operatorie, ha insistito il procuratore Mario Spagnuolo, il quale ha detto di non aver mai visto un medico sospeso dal suo Ordine, al contrario di quanto accade in magistratura dove se un magistrato sbaglia viene sospeso anche in via cautelativa.«Il potere senza responsabilità diventa arbitrio». E su questo che è stato invitato a riflettere il presidente dell’Ordine dei medici Michele Soriano, al quale la scrittrice Paola Bottero, che ha coordinato i lavori, ha chiesto di dare un segnale forte di cambiamento predisponendo l’allontanamento cautelativo dei medici condannati in primo grado e dunque la sospensione dall’Ordine prima della condanna definitiva, «proprio per evitare che l’impunità rafforzi chi sa imporre solo le proprie regole».Soriano dal canto suo, dopo aver chiesto pubblicamente perdono ai familiari delle vittime presenti in sala, pur accettando tutte le responsabilità imputabili ai medici, ha spiegato che l’Ordine non può sospendere un medico se non dopo la condanna definitiva.«Vorrei evidenziare – ha aggiunto – che esistono vere e proprie anomalie all’interno del sistema, che rendono il personale sanitario ostaggio della politica. Una per tutte l’accreditamento dei medici interessati al primariato che oggi passa esclusivamente attraverso la politica». Mali cronici di una sanità che soprattutto in Calabria e in particolar modo nel vibonese non riesce a decollare «intrappolata – ha osservato il commissario Asp Nunzio Naso – tra problemi economici e questioni organizzative, ma noi commissari sentiamo forte il dovere morale di dare un segnale di impegno e cambiamento».

Il Quotidiano della Calabria – primo piano – pag. 6 e 7 – articolo di Gianluca Prestia

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