Altro che Mora: il governatore “regala” le miss

[il futurista – 20.05.2011]

Forse non se ne sono accorti in molti, ma Salsomaggiore Terme, proprio l’anno in cui Miss Italia “apre” alla taglia 44, ha deciso di preferire al concorso nazionale gli asili nido. O Miss Padania, a dar retta alle voci preelettorali che hanno fatto dire a Rosy Mauro, vicepresidente del Senato, circondata dai gelati e dagli elettori che hanno partecipato all’evento in sostegno del candidato sindaco: «non preoccupatevi, insieme ad Umberto Bossi abbiamo già pensato di portare qui le finali di Miss Padania. Grazie al federalismo, Carancini avrà più risorse da spendere nel territorio e arginare la delinquenza e le rapine che anche qui stanno aumentando».
Un concorso di Miss per arginare la delinquenza. Un concorso di Miss per avere più risorse.
Seicentomila euro l’anno, migliaio più, migliaio meno, le spese del Comune per la kermesse di bellezza, altre somme imprecisate di debiti lasciati in giro, smentiti ma senza troppa forza: l’universo delle Miss, nell’era del bunga bunga, inizia a mostrare le crepe di una storia lunga 41 anni. E cerca di imbellettarsi come meglio può, rimettendosi sul mercato con gli opportuni adeguamenti alle nuove tendenze.
La procacità di Ruby Rubacuori impone l’entrata di diritto alla taglia 44, lasciando la porta aperta anche alla taglia 46, perché «potersi iscrivere al concorso senza l’incubo della taglia è una libertà in più per le nostre ragazze e per la donna in generale», come confessa Patrizia Mirigliani. L’etica impone una rivoluzione importante, spiega ancora la figlia del grande Enzo: «da sempre ci sta a cuore il discorso etico. Questa rivoluzione è l’ennesima espressione della nostra filosofia di vita». Evviva l’etica. Evviva le donne procaci. Evviva Miss Italia.
Si dice che siano quindici i comuni interessati a ricevere l’eredità di “Salso”, per trovare la “ragazza della porta accanto” da coronare regina del concorso dei concorsi. Sanremo e Montecatini in pole position, Saint Vincent e Riccione subito dietro. «Stiamo valutando tutte le opzioni» rassicura la Mirigliani. «Non dimentichiamo che il concorso muove centinaia di persone tra ragazze, organizzazione in generale, ospiti, addetti ai lavori, stampa, sponsor e quant’altro. Dunque il luogo deve avere una grande capienza, ma non solo. Anche gli alberghi devono essere all’altezza della situazione. Inoltre la bellezza del paesaggio è fondamentale».
E quindi. Mentre la Lega cerca di trovare il modo migliore per arginare la delinquenza di “Salso” con Miss Padania, mentre diversi comuni cercano di accaparrarsi la Miss Italia 2011, a spiazzare tutto e tutti è ancora una volta la Calabria. Il cui governatore, il giovane Scopelliti che si intende di miss, di etica e di risorse da spendere sul territorio, e ben sa quanta sia la delinquenza da arginare nella punta del Belpaese, ha messo sul tavolo della Mirigliani quattrocentomila euro. Portando la finale di Miss Italia nel Mondo in riva allo Stretto, sul Lungomare di Reggio Calabria, che un suo assessore, quando era sindaco, definì “il chilometro più lungo d’Italia”, parafrasando la frase attribuita a D’Annunzio. Diretta in prima serata su Rai Uno, quaranta giovani miss a Reggio Calabria per una decina di giorni, uno staff che offuscherà la memoria di Lele Mora e delle sue procaci veline che sfilavano accanto ai tronisti nelle scorse estati sullo stesso lungomare. Dai rubinetti reggini, forse, continuerà a sgorgare acqua non potabile. Ma esiste sempre l’acqua minerale. Quella che aiuta le Miss a fare tanta plin plin.

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