Processioni, bancarelle e canne mozze

Franco Laratta è uno dei più prolifici deputati calabresi del Pd. Non esiste argomento che non sia stato sottoposto a sua dichiarazione, sia a livello locale che nazionale. Laratta deve essere andato a messa nel pomeriggio, domenica scorsa. Poi ha esternato. «La manovra sulle feste patronali è una norma priva di senso» ha scritto per la stampa. «Distrugge culture e tradizioni secolari. Non fa risparmiare nulla. Priva migliaia di città e borghi d’Italia di un sentirsi comunità viva e unita. Chiediamo al Governo di ritirare un provvedimento che non trova alcuna giustificazione. Ma che svilisce e mortifica la tradizione religiosa e popolare del Paese».

Buona l’intenzione. Ma è davvero il migliore intervento possibile sui tagli costanti cui il governo sta sottoponendo il Paese, partendo proprio dalla Calabria, Sud del Sud per i tristi primati di criminalità organizzata, disoccupazione, povertà, ritardo infrastrutturale, accesso al credito, clientelismo?

Laratta fa il suo mestiere. Dirama comunicati, come altri parlamentari. Molti neppure si preoccupano di far sentire la propria esistenza. Però stona, l’alzare scudi e lance a favore di feste note per ben altre ragioni.

Non può essere già stato dimenticato don Antonino Vattiata, che lo scorso anno ha portato a Sant’Onofrio, paesino del vibonese, i vessilli di Libera, seguendo l’Affruntata, la processione in onore della Madonna. Una delle tante feste patronali che arricchiscono l’offerta turistica estiva, diventata simbolo della lotta alla ’ndrangheta dopo la decisione di impedire alle “persone chiacchierate” di portare le statue in processione, e le successive intimidazioni ricevute dal priore della confraternita. Se l’Affruntata è passata con l’estate 2010, anche l’estate ormai agli sgoccioli ha avuto le sue belle intimidazioni sotto l’altare.

Don Giuseppe Campisano è il parroco della chiesa di S. Rocco, a Gioiosa Ionica, piccolo centro reggino della Locride. A fine agosto hanno sparato alla sua auto: il vescovo di Locri, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, aveva chiesto di restituire sacralità ad una processione, quella del santo patrono, appunto, che era diventato puro folklore. Pallettoni e fucilate come risposta.

Casi del genere sono sparsi per tutta la Calabria, che con processioni, Madonne, fuochi d’artificio, panini con la salsiccia e bancarelle, declina intimidazioni al suon di tarantella. Il corso della nuova promozione turistica: alla pizzica che ha reso ricca la Puglia estiva, di eventi coordinati e ormai consolidati, si sostituiscono bastoni, fucili a canne mozze e viddanedda, la tarantella doc dello Stretto che troverà proprio questo fine settimana, a Reggio, il suo momento di festa.

In Calabria non serve avere grandi doti di indagatori della malavita organizzata per vedere quel confine sottile in cui sacro e profano sostengono la vara, tra preghiere, bestemmie e spari. Ecco perché accanto al pur giusto appello a favore delle feste patronali, servirebbe qualcosa di ben più forte dell’indignazione per i fondi tagliati. Lo Stato dovrebbe far sentire la propria presenza, prima che con la chiusura dei rubinetti, con il sostegno reale a favore di chi difende, con le tradizioni religiose e popolari, la parte sana di una società lasciata sempre più sola. Lo Stato, i nostri rappresentanti, dovrebbero uscire dalle parole, dalle processioni di attestati di solidarietà e convegni per la legalità, e fare qualcosa di concreto e reale. Altrimenti, l’unica cosa concreta e reale che rimarrà saranno i botti. E non quelli delle processioni.

Annunci

4 thoughts on “Processioni, bancarelle e canne mozze

  1. 1) beh sì….troppe ‘cerimonie’ antimafia: parate, convegni, manifestazioni. Però se fanno riflettere possono essere utili. Temo quelle fine a se stesse, utili solo al relatore e agli organizzatori. Una sorta di promozione e di propaganda pre-elettorale. Io però ho avuto una bella esperienza con un progetto da me promosso: “Saviano nelle scuole”. Le quinte classi di trenta istituti superiori calabresi hanno aderito. IL pretesto era leggere un capitolo di Gomorra. L’obiettivo quello di far parlare i ragazzi su temi scottanti che spesso in classe si evitano. MI hanno molto colpito le riflessioni degli studenti. Lo ripeterei, magari utilizzando un altro testo. Perchè nelle scuole, di ‘ndrangheta è utile parlare. Senza stampa nè tv, al chiuso di una scuola, senza nemmeno la ‘mediazione’ degli insegnanti.
    2)Tagli al sud. Governo ‘indecente’, ai limiti della pornografia politica sui tagli al Fas, alle infrastrutture, ai fondi per le imprese, al credito di imposta.Così com’è indecente il fatto che il denaro nel sud costi più del doppio rispetto al nord ( e anche il livello ‘usuraio’ con cui le banche operano verso i calabresi). Ma sulle feste patronali continuo a non capire. Io non vado alle processioni (se non quando ho dovuto per ‘obblighi’ istituzionali. Però le trovo segno di forte coesione per una popolazione. C’è gente che rientra dalla Germania, dagli Stati uniti per venerare la Madonna del posto, il santo della città.
    3)porcellum e parlamento
    ho sottoscritto già nel 2009 una proposta di legge per cancellare il porcellum. Legge indecente, ma ancora più indecente l’utilizzo che se n’è fatto. In parlamento si trovano nani e ballerine che lo rendono quasi inguardabile. Così l’Esecutivo se ne è servito per farsi ratificare a suon di voti di fiducia tutte le porcherie ad personam.
    Una nota a margine, diversamente non ci diciamo la verità.
    Ottimo il mattarellum. Ma credo tu sappia che circa la metà dei collegi sicuri venivano utilizzati per catapultare i big dall’alto e tutti i protetti dei partiti nazionali. In Calabria, ad esempio, si sapevano benissimo quali collegi erano certi. E guarda un pò chi candidavano!! senza primarie!!! Le preferenze? Nei comuni siamo pieni di infermieri e medici eletti nei consigli. In regione, il giovane di belle speranze viene sempre battuto dal vecchio trombone che ha mezzi e risorse per ‘convincere’ gli elettori.
    Voglio dire con questo che la legge elettorale non risolve mai i problemi di rappresentanza. Se il cittadino-elettore non trova il coraggio di votare in libertà. MA NEL SUD, IL VOTO E’ LIBERO?

  2. Detto questo, cara Paola, non posso che essere d’accordo con tutto quello che hai scritto. Conosco alcuni di quei sacerdoti (con don Vattiata, il sindaco di Rosarno, quello di Isola e altri, ho promosso una iniziativa venerdi prossimo a S.Giov.in Fiore , sulle infiltrazioni mafiose nelle istituzioni calabresi). Così com’ero alla processione dell’ Affruntata due anni fa, quando il caso scoppiò con tutta la sua potenza!
    Quello che non capisco, per spiegarmi meglio e per non essere sembrato permaloso nel commento precedente, è la ragione, o meglio la superficialità, con cui il Governo (Tremonti) in una manovra finanziaria devastante, decida di mettere mano alle processioni! senza una seria motivazione, senza un obiettivo. Un pò come la storiella della riduzione dei costi della politica tagliando i piccoli comuni.
    Certo ‘restituire sacralità’ alle processioni dovrebbe essere la prima cosa fare (e lo può fare solo la chiesa, i vescovi- Mons Agostino ne fece una battaglia a Crotone prima e Cosenza poi, oggi Morosini), alla quale i fedeli dovrebbe partecipare senza inutili e banali proteste ogni qualvolta il parroco o il vescovo provano a farlo.

    • Caro Franco, buona l’intenzione, giusto appello. L’ho scritto, lo riscrivo.

      L’apertura del pezzo con il tuo comunicato era un chiaro pretesto per porre alcune domande, alle quali non so dare risposta. Ce ne sono due sulle quali mi piacerebbe avere conforto da te:
      1. non credi che all’eccessiva presenza sul territorio di parate antimafia, associazioni antimafia, convegni antimafia, premi antimafia, etc etc, esista ben poco di concreto in grado di fornire risposte reali a una regione che non riesce più ad alzare la testa?
      2. dei tanti stupri di cui si sta macchiando il governo contro il Sud e la sua gente, pensi davvero che quello del taglio dei fondi alle feste patronali sia il peggiore?

      Detto questo, e precisando che il passaggio sulla necessità di esistere di senatori e deputati è dettato dalla mia convinzione che sia stato totalmente svilito il ruolo del Parlamentari (prima sostituendo con decreti il potere legislativo, poi creando un meccanismo di pura antidemocrazia con le nomine dall’alto, senza possibilità di scelta, dei nostri rappresentanti, non a caso sintetizzati nel nomen, omen “Porcellum”), risottoscrivo la chiusa del mio pezzo: è urgente uscire dalle parole, dalle processioni di attestati di solidarietà e convegni per la legalità, e fare qualcosa di concreto e reale. Altrimenti, l’unica cosa concreta e reale che rimarrà saranno i botti. E non quelli delle processioni.

  3. Non ero andato a messa quella domenica. Mi occupavo di Kate, la ragazza nigeriana che ha rischiato l’espulsione e la lapidazione nel suo Paese. Nei giorni seguenti sarei andato a Motta S.G. (RC) dalla famiglia di Francesco Azzarà, l’operatore di Emengency rapito nel Darfur il 14 agosto e sulla cui vicenda era sceso il silenzio (per questo ho preparato un’interrogazione urgente sottoscritta da altri 30 deputati, anche per sollecitare Frattini). Non ho bisogno di comunicati stampa per affermare la mia esistenza. Su facebook e sul mio sito francolaratta.it c’è ‘qualcosa’ di quello che io faccio, non per dimostrare che esistono, ma solo per fare il mio dovere.
    Sulle feste patronali confermo tutto quello che ho scritto!
    La ringrazio
    mi perdoni, ma lascio: devo andare a Paola!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...