Quella barbarie che nemmeno fa più notizia

Francesco Donato, diciotto anni, è morto subito. Carmelo, il fratello di ventisei anni, poche ore dopo il ricovero d’urgenza in ospedale. Succedeva mercoledì della scorsa settimana, nella Piana di Gioia Tauro. Un agguato mafioso in piena regola: colpi di fucile calibro dodici, caricato a pallettoni, intorno alle sette e trenta del mattino, in aperta campagna. I sicari nascosti tra gli ulivi, in attesa dei bersagli umani che si stavano avvicinando in trattore, già nel vivo del lavoro quotidiano nei campi.

Sabato scorso alcuni amici hanno portato a spalla, nel piccolo comune di Varapodio, i due feretri ricoperti di fiori bianchi. Molti altri giovani hanno partecipato ai funerali.

Non sarebbe neppure una notizia, tanto si è abituati, in Calabria, ai morti ammazzati dalla ’ndrangheta. Non fa neppure più differenza capire il perché della barbara esecuzione. La cronaca nazionale, quando ha ritenuto di dare ai due fratelli agricoltori lo spazio di qualche riga, ha congedato la vicenda con un doppio “pregiudicati”, senza preoccuparsi di spiegare se si trattasse di piccoli reati, come erano, o di condanne per fatti di mafia. Permettendo così di ripetere la solita litania: finché si ammazzano tra di loro. Dovere di cronaca rispettata. Notizia archiviata, in attesa del prossimo morto ammazzato. Il Sud è florido in questo campo, non ci farà attendere troppo.

Il lutto cittadino, il ricordo che il fratello maggiore, Carmelo, a quindici anni, era stato testimone dell’omicidio del padre Saverio, e aveva, con le proprie dichiarazioni, portato all’arresto del presunto responsabile dell’assassinio, l’ipotesi della vendetta che arriva dopo undici anni: tutto immerso nel silenzio più assordante. Le agenzie di stampa, troppo spesso trasformate in opifici della solidarietà, costrette loro malgrado a battere attestati su attestati, parate su parate a sostegno della legalità, dell’antimafia, eccetera, eccetera, eccetera, questa volta se la sono cavata con una sola dichiarazione fuori dalle notizie e dalla ricostruzione dei fatti. Quella del referente territoriale di Libera, don Pino De Masi. L’unico, in questo angolo sperduto del Sud, ad esporsi su quelle che, dall’inizio dell’anno, nella Piana, sono l’undicesima e la dodicesima vittima, con «il volto di due ragazzini». Che urla la propria rabbia perché «la ’ndrangheta continua a calpestare i valori più alti e gli affetti più sacri della vita». Il grido di don Pino è assoluto. «Di fronte a fatti di questa portata ci domandiamo: fino a quando ancora sangue nelle nostre strade? È veramente impossibile traghettare la Calabria verso la normalità? L’aria che si respira è sempre più pesante. La gente è sempre più disorientata, fa fatica e a stento lancia qualche segnale di condanna. Ma condannare non basta».

«La denuncia e le parole di condanna», se pure fossero arrivate, «non sono sufficienti. Dobbiamo chiederci cosa possiamo e dobbiamo fare, di più e meglio. E la risposta non può non essere una sola: reagire». Sembrerebbe facile. Eppure Francesco e Carmelo sono gli ultimi involontari testimoni dell’incapacità di reagire. Della volontà di archiviare in fretta l’argomento, di allontanarlo anche solo evitando di commentare. Della scelta di continuare a essere indifferenti. Del bisogno di mantenere le distanze, per evitare di contaminarsi con ciò che non si conosce. Basta tacere. Basta voltare pagina.

«Nascere in Calabria non è una disgrazia, ma una vocazione», ha detto don Pino. Ma sono ancora troppo pochi quelli che sentono la chiamata ed hanno voglia e capacità di rispondere. (il futurista nr 19)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...