Anche i sindaci hanno diritto allo share

Due volte l’anno escono le classifiche di Datamonitor, una delle tante aziende che misurano, a suon di sondaggi e percentuali, l’apprezzamento dei cittadini sui sindaci e sui presidenti di Provincia che li governano. È una regola base della comunicazione moderna: non è importante fare, né fare bene. L’importante è far sapere di aver fatto. Una regola che ha reso indispensabile, in questa nuova società di exit poll e di share, misurare l’orientamento dell’opinione pubblica.

A metà ottobre sono usciti i numeri relativi al primo semestre 2011, riaprendo il balletto tra primi e ultimi, ben piazzati e non pervenuti. L’oro al neosindaco di Torino Piero Fassino, che ha portato il 68,5% a Torino, proprio l’anno in cui il capoluogo piemontese festeggia in grande stile i centocinquant’anni di unità d’Italia. Argento a Flavio Tosi (Verona, 67,6%), bronzo a Matteo Renzi (Firenze, 65,9%). Fuori podio per un soffio Vincenzo de Luca (Salerno, 65,5%) e Luigi De Magistris (Napoli, 65%).

La notizia non poteva che avere larga eco: le agenzie di stampa hanno iniziato a battere i risultati, sottolineando chi saliva, chi scendeva, chi entrava, chi usciva. E giù con numeri su numeri: 48 su 110 comuni capoluogo i sindaci nella “top 55%”, di cui 31 di centrosinistra e 17 di centrodestra, 19 del nord, 12 del centro e 17 del sud. E via con altre percentuali, altre classifiche.

La Calabria brillava su tante altre regioni. Ancora fresca di vittoria, per quella corona di Miss Italia entrata da poco nell’Olimpo delle più belle targate Mirigliani, si è trovata con quattro su cinque sindaci delle città capoluogo di provincia nella “top 55%”.

Qualche giorno prima aveva esultato per un’altra donna, che aveva portato l’argento a Catanzaro, piazzandosi per un soffio, lo 0,2%, alle spalle del presidente di Provincia più amato dagli italiani. Oro a Luigi Sappa (Imperia 63,5%), argento a Wanda Ferro (Catanzaro, 63,3%), bronzo a Domenico Zinzi (Caserta, 63,1%). Nella top 55% un solo altro piazzato, tra i presidenti di Provincia calabresi: Gerardo Mario Oliviero, con un ottimo quindicesimo posto, aveva portato il suo personalissimo 60,6% a Cosenza. Un risultato destinato a scomparire davanti al primo posto tra le donne (nella top 55% solo altre cinque) e secondo posto assoluto della collega catanzarese.

Altri brindisi calabri. Altri amministratori locali nel palmares nazionale. Eppure ci è voluta una giornata sana per correggere l’errore che ha fatto il giro del web e delle redazioni.

Nel pezzo nazionale, dalla mattina a tarda sera, l’unico sindaco calabrese degno di menzione è stato Demetrio Arena, “new entry” dell’ultima tornata elettorale, con il suo trentaseiesimo posto, ex aequo con Avellino, Taranto e Piacenza, osannato come ottimo piazzamento dei sindaci di capoluoghi di Regione. Peccato che il suo 56% a Reggio Calabria sia l’ultimo della classifica regionale top 55%: prima di lui sono arrivati Nicola D’Agostino, trentatreesimo posto (Vibo Valentia, 56,9%), Peppino Vallone, diciottesimo posto (Crotone, 59,2%) e, soprattutto, Michele Traversa, new entry come lui, che con il settimo posto e il 62,2% ha portato a Catanzaro non solo il primato assoluto regionale, ma anche la seconda conferma, dopo Wanda Ferro, che Catanzaro è capoluogo di regione anche in quanto a gradimento dei cittadini.

L’importante è far sapere. Anche che la geografia è un optional: lo stesso governatore Scopelliti indicò come confini regionali, in diretta nazionale, Puglia e Campania. Peccato che tra loro e la Calabria ci sia la Basilicata. [il futurista nr 21]

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